Archiviato in: VIP (very important post), cahier du cinéma | Tag: Cesare Scoccimarro, cinema, film, malattia, Morbo di Gehrig, Sclerosi Laterale Amiotrofica, sla
In questi giorni nel mio paesello c’è l’OFF.
Per il terzo anno consecutivo il regista si è inventato una rassegna indipendente di corti e documentari aperta al pubblico di tutte le età. Devo dire che non sono stata un’assidua frequentatrice della sala, ma un film, in particolare, continua a farmi pensare e ripensare, tanto che ho quasi dimenticato tutti gli altri corti presentati la stessa serata.
Il film si intitola Un’inguaribile amore.
Andate a visitare il sito e il blog.
Conoscere Cesare è effettivamente quello che ti viene voglia di fare dopo aver visto questo cortometraggio, che racconta di un pomeriggio qualunque di una giovane coppia. Lui, Cesare, è malato di SLA e lei, Stefania, gli sta accanto come moglie da una decina anni. Attraverso una lavagna trasparente e i movimenti degli occhi di Cesare discutono sul loro matrimonio. In dieci anni le cose non sono andate come credevano e certamente non come speravano. Ma sono ancora lì, insieme, a vivere tutto quello che viene. Commoventi i sorrisi che Stefania riesce a strappare al marito durante la loro conversazione.
La battaglia di Cesare per la vita, nonostante le enormi difficoltà di mantenere costante la speranza di una guarigione, rafforza la mia idea di una possibilità di vivere la malattia in maniera dignitosa e con fiducia nel futuro. Una battaglia che persone come Wilma, un’amica di famiglia che mi fa piacere ricordare qui, ha combattuto fino in fondo per se stessa, la figlia Francesca e il marito Alessandro. Wilma è scomparsa l’anno scorso, a 42 anni, dopo che il tumore le aveva invaso ogni cellula del corpo. Una sofferenza che non ha mai chiesto di sopprimere con la morte ma piuttosto di sostenere con la preghiera e l’affetto dell’amicizia.
Persone coraggiose come Wilma e Cesare non fanno notizia. Ma ne esistono a centinaia e hanno bisogno di tutto il sostegno possibile. Non neghiamoglielo.
Per info:
OFF: Ancatdubh – Isole
SLA: AISLA, Associazione Luca Coscioni
Cesare Scoccimarro: ConosciCesare
Diritti del Malato: Carta dei Diritti
8 Commenti finora
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quando hai detto “paesello” ho pensato a una sagra di provincia, invece dev’essere una cosa interessantissima. da seguire.
Commento di storie di tamarri Ottobre 11, 2007 @ 4:16 pmma che caspita dici? ti auguro di avere la Sla e poi vediamo cosa dici a proposito di avere una vita dignitosa. Ma se una persona stra-malata chiede di morire, secondo te perchè lo fa, perchè non ha un cacchio da fare?
Commento di lol Ottobre 11, 2007 @ 4:30 pmSdT in effetti è davvero interessante! Nonostante il livello culturale del nostro “paesello” qualcosa di carino lo facciamo anche noi!
caro/a lol ti consiglio di rileggere il mio post, guardare il cortometraggio e leggere il sito di Cesare! Io non mi permetterei mai di giudicare le scelte di un malato, nè di SLA, nè di qualsiasi altra malattia invalidante a questo stato. Ma permetti tua me di sostenere e ammirare il coraggio di chi sceglie di andare avanti, nonostante tutto. Un malato non può chiedere una vita dignitosa? Non ha il diritto di continuare a vivere pur soffrendo? Scusa, ma non ho capito le tue obiezioni!
Commento di dontyna Ottobre 11, 2007 @ 5:31 pmciao dontyna,
Commento di massena28 Ottobre 12, 2007 @ 3:10 pmtorno a trovarti dopo un po’ e trovo un sito straprofessional… brava!
poi volevo segnalarti l’ultimo commento a questo post…
http://www.massena28.com/?p=314
(mannaggia se s’è incazzato)
un bacione a presto!
beppe
Beppe!! Ma scateni casi diplomatici! Cmq siamo davvero pericolosi, noi giovin blogger…:-)
Commento di dontyna Ottobre 12, 2007 @ 4:44 pmNaa, che dici, io sono quello gentile!
Commento di massena28 Ottobre 12, 2007 @ 4:49 pmcomunque – potenza di internet a parte – Caprarica è una figura tristissima…
Una volta, non ricordo dove, ho sentito che chi soffre di questo genere di malattie, sapendo che guarire è difficile se non impossibile, non si deprime per paura della morte, ma per la paura di morire soli.
Chi ha qualcuno accanto, chi ha chi gli trasmette affetto ed amicizia e magari amore, riesce a vivere sereno e con dignità il suo ultimo tempo.
Sta anche a noi fare qualcosa che chi è veramente solo in quei momenti, non lo sia più.
Commento di fr4ncesco Ottobre 14, 2007 @ 10:00 amCiao!
Commento di Desmentera Ottobre 15, 2007 @ 11:45 amDevo comunque ringraziare il sig. Antonio Caprarica per avermi fatto conoscere questo blog. Molto interessante!