Coffee Please! / runaway version /


Have yourself a merry little Christmas…
Dicembre 24, 2007, 12:41 pm
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Gli auguri cattivi li ho già mandati via e-mail, ma se questi vi sembrano troppo sdolcinati potete rifarvi gli occhi qui!

Buon Natale, felice anno nuovo e un augurio di pace a tutti voi!!



Just some pieces of advice…:-)
Dicembre 19, 2007, 1:14 pm
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Siete disperati, lo so. Vi vedo, ho capito! Quelle espressioni a forma di punto interrogativo sulla vostra faccia sono inequivocabili: non sapete cosa regalarmi per Natale!

Bene, allora anche quest’anno ecco pronto un aiutino per i ritardatari dello shopping!
Ma questa volta non mi limiterò a suggerirvi i miei oggetti del desiderio natalizio con una wishlist bella che confezionata. No! La lista riguarda i negozi dove potrete lasciar andare la vostra fantasia e comprare qualsiasi cosa troviate sugli scaffali! L’effetto sorpresa non verrà rovinato e avrete la certezza che, una volta aperto il sublime pacchetto, non mi risparmierò gridolini di giubilo.
Prego prendete nota:

- ogni boutique della catena SEPHORA
- l’atelier delle artiste di gioielli ANATOMICA (dalle parti di via Po)
- il japanese-minimalista MUJI
- se siete a Milano, a Bordeaux o a Parigi cercate la sala da tè che venda le miscele più sofisticate che conosca LES CONTES DE THE
- la mia libreria di fiducia, il mio rifugio, la mia seconda casa DINOITRE LIBRERIA
- il prestigioso CULTI
- il gustoso e internazionale EMPORIO SICOMORO
- il lussuoso e cremoso GOBINO
- la boutique fashion style di KRISTINA TI
- il colorato e imprevedibile MERCATINO di BORGO DORA
- l’etnico chic casual store di MARCO POLO
- l’ecologico LUSH
- L’Art & Museum shop più fornito al mondo LINEARIA

Mi riservo di aggiornare la lista se mi accorgo di aver dimenticato un negozio fondamentale per i vostri acquisti!

Buono shopping!



Make wireless, not war!
Dicembre 13, 2007, 11:10 am
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Che poi, la rete wireless a cosa serve in fondo, se non a calmare le anime degli internauti costretti a condividere una stessa connessione in rete lan sullo stesso pc e nella stessa stanza?
Sì, certo, il wireless è fantastico anche perchè ti permette finalmente di stare al pc e poter scrivere su twitter: cosa faccio? “guardo la tv”! Oppure, “mi rilasso con un bel bagno ai profumi d’oriente”.
Ma in casa mia, credetemi, un wireless può influire sul buon umore di tutta la famiglia. Quante volte la mia povera sorellina ha dovuto introdursi di soppiatto in camera mia per poter chattare su msn in santa pace, con tutta la privacy che necessita questa operazione delicatissima di socializzazione online? Quante volte la perfida sorella maggiore è entrata in camera sua gridando: viaaaa dal computeeerrr, devo studiareee! per poi immediatamente riconnettersi su msn con un altro nome utente?

Beh, la/il wireless fa la differenza.
Da oggi, grazie a due notebook ed un pc fisso collegati perennemente al magico mondo del world wide web, l’amore regna in questa casa, e non c’è bolletta della luce che possa turbarlo.



Improve your english!
Dicembre 11, 2007, 8:47 pm
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Si discuteva, oggi al corso di inglese, di quale esame provasse meglio la nostra padronanza linguistica, ma soprattutto quale esame sia il più richiesto all’estero o anche in Italia.

Ielts? Proficiency? Toefl?

Posso dire di evere un’idea del Proficiency perchè credo sia nello stile degli esami di Cambridge, ma gli altri? Ne sapete qualcosa?

Please, I need your help! :-)



Non fidatevi di Babbo Natale.
Dicembre 7, 2007, 12:28 pm
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Mancano 3 settimane all’evento più mangereccio e spendaccione dell’anno, ma siamo già in fermento per spuntare il più rapidamente possibile le voci sulla lista dei regali da mettere sotto l’albero di Natale.
Gli acquisti che ci fanno correre da un negozio all’altro però, oltre che alleggerire il nostro portafoglio, appensantiscono i nostri sensi di colpa.
Ogni tanto, sì, solo ogni tanto, ci fermiamo a riflettere che per un maglione acquistato per la nostra amica Francesca c’è una Simona che abita in strada e non riesce a procurare del cibo a suo figlio. E per ogni panettone che mettiamo in tavola c’è un Giovanni che rovista nei rifiuti per sfamarsi con i nostri avanzi.
Ecco allora che lasciamo qualche spicciolo da parte e, invece di far finta di niente, a Natale siamo disposti a lasciarci commuovere dalle disgrazie altrui e investire i nostri risparmi in progetti per i paesi in via di sviluppo o per i poveri della nostra città.

 

Niente di tutto questo è sotto accusa. Ci mancherebbe. Ma ATTENZIONE!

Perchè c’è anche chi, di questo buonismo improvvisato, se ne approfitta ingegnando truffe per arricchirsi alle spalle della generosità altrui! Non vi è mai capitato di passeggiare per le vie del centro ed essere fermati da qualcuno che vi importuna con la solita frase: “ehi, ciao! ma tu cosa nei pensi dei: tossici usciti dal tunnel della droga/bambini orfani che vivono in comunità/donne che sono vittime di violenza”? In quel momento la risposta ti sembra scontata: cosa penso? Beh, niente, non ho pregudizi, non ci vedo niente di male, anzi, magari sono persone che hanno bisogno di aiuto…Ed è qui che scatta la truffa: “ah, bene, allora senti, visto che è Natale, non pensi che anche queste persone abbiano il diritto di vivere la festa come si deve?” Sì, lo penso, lo penso eccome, ma che posso fare? “Noi stiamo vendendo queste matite pieghevoli/portachiavi di pelouche/segnalibri in metallo per raccogliere fondi e comprare dei giocattoli a questi bambini, i bambini della comunità, puoi darmi 8€?” Otto euro. Così. Per i bambini della comunità. Quale comunità? E perchè non questa ragazza non mi lascia nessun volantivo informativo? “E’ una comunità che accoglie bambini orfani, come me”. Come si chiama? “Non so se la conosci, è qui, a Torino.” Bazzica il nome di un santo.
La faccenda non mi è chiara. Conosco alcune comunità di minori e conosco associazioni che raccolgono fondi a Natale, ma nessuna di queste si muove così per chiedere soldi alla gente. Il nome e il progetto a cui destinare il ricavato deve essere limpido, trasparente, perchè oltre al denaro è importante coinvolgere le persone nelle attività associative. Ed è corretto anche dal punto di vista di chi lascia qualche soldo pretendere di sapere a chi sta regalando il suo tempo e i suoi risparmi.
La ragazza che mi ha fermato ieri, in piazza Castello, quasi sicuramente non fa parte di nessuna attività organizzata di raccolta fondi. Non aveva divisa, nè segni riconoscibili che potessero ricordarmi associazioni di volontariato presenti a Torino. Era sola, con tre matite in mano, e non sapeva indicarmi il nome della comunità per cui avrei dovuto lasciarle 8 euro.

Evviva la generosità, ma non lasciamoci derubare. Esistono migliaia di progetti a cui lasciare i nostri soldi, mentre chi raccoglie “fondi” in questo modo poco trasparente inganna noi e fa del male ai gruppi di volontariato che invece agiscono responsabilmente.

Spargi la voce se noti truffe simili nella tua città!



I’m leaving on a jet plane
Dicembre 3, 2007, 7:33 pm
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Manca un mese esatto alla mia partenza scandinava e le mie notti si popolano di sogni ed incubi inerenti a strade ghiacciate, lingue sconosciute e fornelli da campeggio. Sarà che inizio ad avere un po’ di fifa per quello che mi aspetta nei prossimi mesi?
Dal momento che ho bisogno di dormire, e di dormire bene, devo esorcizzare la mia ansia sul lettino del mio analista preferito, cioè voi, o cari, che leggete queste righe.

Ecco una lista delle mie paure ricorrenti:
- ho paura di non trovare casa
- ho paura di trovare casa in mezzo ai boschi che circondano Oslo e non poter uscire la sera per mancanza di mezzi di trasporto che sappiano superare l’ostacolo della neve
- ho paura di avere coinquilini sporchi, antipatici e ubriaconi, che lasceranno la tavoletta del water sempre alzata, la tavola da sparecchiare e i piatti da far lavare all’ultima arrivata, cioè io!
- ho paura di avere coinquilini così simpatici e festosi che mi mancheranno da morire quando sarò tornata
- ho paura di non conoscere nessuno e passare 6 mesi in solitudine artica
- ho paura di perdermi per le strade di Oslo e non trovare più punti di riferimento
- ho paura che non mi piacerà per niente l’erasmus e conterò i giorni alla sua fine
- ho paura di sentire nostalgia di casa
- ho paura di non sentire nostalgia di casa: l’erasmus sarà così incredibile che tutto, una volta tornata, non avrà più senso
- ho paura che il mio cane non mi riconosca più dopo 6 mesi d’assenza
- ho paura che sei mesi siano troppi
- ho paura che sei mesi siano troppo pochi
- ho paura di comprare schifosi biscotti al rabarbaro perché non so leggere le etichette in norvegese
- ho paura che non mi bastino i soldi
- ho paura di rimanere ingarbugliata nella burocrazia
- ho paura, e qui tremo al pensiero del check-in, che in 20kg di bagaglio non riuscirò a far entrare tutte le mie scarpe, i miei maglioni, la giacca a vento e il mio piumone.

L’altra notte ho sognato che mi regalavano un fornello da campeggio da mettere in camera ad Oslo. Ecco, gli attrezzi da cucina non mi mancheranno, state tranquilli. Piuttosto procuratemi un bel ricettario per sopravvivere con meno di 5€ al giorno, perché più di quelli, ve ne assicuro, non ho intenzione di spenderne! Che dite, perderò qualche kg? :-D