Archiviato in: norvegia per caso, polemize | Tag: norway, oslo, politica, società
…pirla? *
Ad Oslo, semplicemente, ci adorano. Adorano l’Italia, la nostra lingua e la nostra cucina. Quando da Bergamo ho preso l’aereo per tornare in Norvegia, dopo Pasqua, le famigliole scandinave che viaggiavano con me si sono così lasciate influenzare dalla nostra chiassosa italianità che all’imbarco, invece di mettersi in coda da bravi norvegesi, si sono ammucchiati davanti al bancone, come avrebbe fatto qualsiasi italiano degno di questo nome.
Amano il nostro essere così estroversi, la nostra voglia di fare festa sempre e comunque. Ma quando mi viene chiesto da un nativo perché ho scelto proprio Oslo come destinazione del mio Erasmus, a volte per scherzo (ma neanche tanto) rispondo: per vedere come si vive un mondo perfetto!
Loro ridono, ma poi sanno che è così. Che l’Italia è un paese meraviglioso, da visitare come turisti, ma non ci farebbero mai crescere i loro figli.
In Norvegia i treni non ritardano. I bus arrivano in orario, qusi spaccano il secondo. Nessuno corre per prendere un pullman, tutti seguono la schedule, perchè sanno che verrà rispettata.
In Norvegia non esiste, o se esiste è molto molto nascosto, il clientelismo. Voglio dire: mentre da noi in Italia i professori universitari vengono arrestati per aver accettato mazzette dagli studenti , qui ad Oslo è vietato mettere il proprio nome sul foglio d’esame. Si usa invece un numero identificativo, per evitare favoritismi o penalizzazioni se il professore conosce lo studente.
Il conflitto di interessi non è neanche lontanamente concepibile in una società egalitaria come quella norvegese ed esiste un codice di condotta per regolarlo.
E vi ho già raccontato dell’università, della burocrazia che invece di intralciare funziona e aiuta lo studente.
MA.
C’è un punto debole in tutta questa perfezione. Un punto che a noi italiani fa malissimo ricordare, a quanto sembra dai commenti sui blog di Neo e Virginie.
Il punto debole è che i norvegesi pagano le tasse. Ma le pagano davvero. E dal giorno in cui cominci a lavorare, anche solo 5 ore la settimana in un pub nel peggior quartiere di Oslo, ricevi una tax card dove viene calcolato l’ammontare di quanto devi allo stato. Vi sembrerà fantascienza, ma lo scontrino delle attività commerciali non è un optional: è così ovvio che spesso lo buttano nella spazzatura le stesse commesse, perchè non ci sarà mai nessun controllo della finanza all’uscita del negozio: tutti fanno lo scontrino, non c’è nulla da verificare, indagare.
Cosa dire: sarà la cultura, sarà la storia di queste terre così ostili a rendere i norvegesi così diversi, così civicamente orientati al senso dello Stato, rispetto al popolo italiano. Forse ha ragione la Littizzetto, quando propose da Fazio “di importare la classe politica norvegese e farla governare al posto nostro: tanto parlano una lingua che non si capisce! Noi ci fidiamo ciecamente e i norvegesi sono anche dei bei marcantoni”.
Jens, tu che dici? Vieni a insegnarci come si vive e si governa in un paese che funziona?
* ringrazio Neo per il commento ispirato!
10 Commenti finora
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Paese che vai, usanze che trovi mi verrebbe da dire leggendo il tuo post, però forse una considerazione la farei lo stesso.

Commento di Alberto Aprile 17, 2008 @ 1:57 pmIl mio tragitto si è fermato dal punto di partenza tuo, io da Palermo per lavoro mi sono spostato a Bergamo, ed integrandomi nella realtà lombarda ho percepito le tue stesse identiche sensezioni.
Io ho dato una soluzione che spesso è luogo comune ovunque si vada:
L’uomo spesso è scontento di ciò che ha intorno, apprezza quello che non può possedere, ma spesso rimpiange ciò che ha perso.
Stai vivendo una realtà che un giorno ti pemetterà di decidere cosa fare della tua vita, di essere effettivamente cittadina europea, di vivere in paesi diversi dal tuo, e di integrarti, grazie agli studi che stai effettuando.
Questo ti porterà sempre di più a notare le differenze tra il tuo paese natìo e quello che ti ospiterà.
Sarà sempre così!
Quanto ti invidio…
Ciao Ciao!
voglio sisisis politico norvegese marcantonio in cambio di nano malefico con capelli finti!!
Commento di desmentera Aprile 17, 2008 @ 4:22 pmvoglio, lo possiamo anche barattare per un bel troll, no?
uffff
A Oslo fa davvero troppo freddo? No, perchè ci sto pensando eh…
Salutissimi
Avevo già una mezza idea di salire in Norvegia…
Hai deciso di stabilirti da quelle parti?
PS Grazie, troppo buona
Commento di Neo Aprile 17, 2008 @ 4:36 pmquasi (quasi eh) tutto quello che scrivi vale anche per la francia. i francesi rispetto ai norvegesi pagano un po’ meno le tasse, ma niente a che vedere con gli italiani. come gli italiani si lamentano moltissimo delle tasse, però i francesi si lamentano sempre e di tutto, perciò non è che sia tanto probante. le file le fanno un po’ come noi e un po’ sul serio, c’è qualche furbo che ti passa davanti ma tutti protestano (me compresa, la mia frase preferita del caso è “scusi, le sembra che abbiamo tutti scritto cretino sulla fronte?”). lo scontrino è un optional (reale, nel senso che non serve) perché c’è l’accertamento induttivo. non tutto funziona come in norvegia però rispetto all’italia sembra comunque un paese fantascientifico. sta peggiorando, del resto, alla velocità della luce. si sta italianizzando prendendo, dell’italia, il peggio. quanto a come ci vedono è un casino: c’è chi ha ancora in testa l’immigrato del primo dopoguerra (e il fatto di eleggere per la terza volta Berlusconi per lui è una conferma che l’italia è ancorata ai paesi in via di sviluppo ed è entrata in europa per motivi inconcepibili), chi ci invidia e chi, ogni volta che ti incontra, ti chiede: ma come fai a vivere qui? però, appunto, l’italia è il paese delle vacanze. e come paese delle vacanze, a parte il fatto che è caro, diciamocelo: è perfetto.
Commento di virginie Aprile 17, 2008 @ 5:10 pmAlberto hai proprio ragione. Non solo viaggiando impari a conoscere la nuova realtà che ti sta attorno, ma, come dice il mio prof. di norvegese, vivere in un paese straniero ti aiuta a imparare qualcosa di te e del paese da cui provieni. Quando scrivo tutte le cose belle della Norvegia non è perché detesto l’Italia: è che mi fa male vedere che le cose non cambiano, che siamo un paese addormentato, vecchio e conservatore. Il mondo, l’Europa, vanno avanti, l’Italia sembra ferma alle sue rovine storiche che tanto attraggono i turisti. Vorrei tornare e gridare: “Svegliaaaa!!! Facciamo qualcosa!!!!”
Desmentera devo ammettere che la primavera è arrivata giusto oggi, un mese in ritardo: ma glielo concediamo visto che siamo non lontani dal circolo polare artico!!
Neo mi sa che torno. Qualcuno dovrà pur cambiarla questa Italia, no?
Virginie mi viene in mente un giornalista inglese che ci ha definito “il più ricco paese del Terzo mondo”. Siamo proprio indietro. O meglio, se c’è qualcosa su cui siamo avanti, la nascondiamo e non ne facciamo motivo di vanto. E su questo secondo me dobbiamo proprio imparare dalla Francia, che per un nonnulla si crede migliore del resto del mondo. Un po’ di sano patriottismo potrebbe far nascere in noi italiani quel senso civico che tanto ci manca?!
PS: dimenticavo una cosa, a proposito della Norvegia: gli automobilisti, quando vedono un pedone che si appresta ad attraversare la strada, SI FERMANO invece di accelerare e proseguire! Non mi ci sono ancora abituata…
Commento di dontyna Aprile 18, 2008 @ 10:54 amTi aspettiamo
PS Ma sai che con questa storia degli automobilisti che si fermano mi hai fatto sentire un po’ norvegese?
Commento di Neo Aprile 18, 2008 @ 12:01 pmun governo novergese in italia???
Lo chiamerebbero presto il governo salmone (o Salomone????)
Commento di 24frames Aprile 19, 2008 @ 7:10 pmUhm, mica male
è davvero un altro mondo. forse dovremmo fare uno sforzo per portare da noi almeno un briciolo di quella mentalità. non è detto che l’operazione fallisca in partenza.
Commento di storie di tamarri Aprile 21, 2008 @ 3:22 pmSdT incrociamo le dita! E soprattutto diamoci da fare…
24frames Salmone o Salomone è comunque meglio di quel “salamone” che tra poco sarà Presidente del Consiglio!
Commento di dontyna Aprile 21, 2008 @ 9:57 pmHai ragione…. io invece sono in Italia (Salerno) ma vengo da un’altro paese (Portogallo) e ho conosciuto una realtà che al inizio mi sono spaventata da morire… vivere in un paese straniero non è la stessa cosa che sentire parlare o essere turista
Da dove vengo io le machine si fermano quando ti vedono per attraversare la strada .. qui invece, alcune volte deve correre per arrivare a l’altra parte della strada
ma … come dici tu: “aiuta a imparare qualcosa di te e del paese da cui provieni”.
Commento di Fili Aprile 26, 2008 @ 6:30 pm