La prima volta fa un po’ male. Maggio 8, 2008
La mia prima volta senza la Festa del Libro.
Non riesco a immaginare che in questo momento il Lingotto sia pieno di scrittori, espositori, case editrici, librai e io non sono in mezzo a loro per fare il pieno di letteratura di cui ho bisogno in questo periodo dell’anno.
La Fiera compie 21 anni e io ho sempre presenziato alla sue feste di compleanno, anche - e soprattutto - quando si chiamava Salone del Libro. Ho passeggiato tra gli espositori a mano della mia mamma quando avevo poco più di 3, ci ho passato interi pomeriggi con la mia migliore amica delle scuole elementari con cui sognavo di fondare un Club del Libro nella soffitta di casa mia. Poi sono cresciuta, ho continuato a frequentare persone che amavano i libri almeno quanto me e ci ho festeggiato i miei compleanni e ci ho speso paghetta e stipendi per portare a casa libri a sufficienza per sopravvivere all’estate. Infine, di questi ultimi tempi, sono passata dall’altra parte del “bancone”: ci ho lavorato per la Città di Torino, per il Comitato Librai Indipendenti e per la casa editrice Scritturapura.
Quest’anno, semplicemente, me la perdo. Sì, posso seguirla a distanza, con le webradio e i giornali, ma, senza bisogno di dirlo, non sarà la stessa cosa. Mi mancheranno Marino Sinibaldi e le sue interviste, i segnalibri da raccogliere ad ogni tavolo, i piccoli stand da scoprire e i cataloghi da raccogliere nelle borse di stoffa delle case editrici più sofisticate. Mi mancherà il capogiro da fiera, la spossatezza a fine giornata, dopo aver incontrato centinaia di persone e confuso i volti degli scrittori con quelli dei loro personaggi letterari.
Mi mancherà immensamente la sensazione di essere immersa in un mondo in cui “il libro” è al centro di tutto: è la fonte di sostentamento di migliaia di persone, è la vita stessa per molte di loro ma è pure l’ancora di salvezza per noi lettori, quando alla fine delle nostre giornate ci rifugiamo tra le pagine di qualche storia e ci dimentichiamo di tutto, beatamente immersi una vita che non è la nostra.
Soffro, ma so come consolarmi. Stasera parto per Stoccolma e ci si rivede lunedì, my darlings!

Sai che la mia ragazza ha fatto la tesi parlando anche della festa del libro?

In Spagna ogni hanno celebrano la festa del libro e della rosa, dove gli uomini regalano una rosa alle donne e viceversa, le donne regalano un libro ai loro uomini.
Legano la festa a San Jordi(San Giorgio), santo che sconfisse il drago il cui sangue impregnò una rosa che fu donata alla donna salvata .
Sono quasi 100 anni che va avanti questa tradizione!
Mi sono fatto una cultura battendo gli appunti della sua tesi!
E direi che è un bel consolarsi. La mia Stoccolma è stata quattro strade con tanto buio, era stata una notte infinita con l’aria gelida e il cuore caldo. La tua sarà luminosissima.
Beh, almeno quest’anno ti perdi una fiera del libro partita, in puro stile italiano, sotto il segno della polemica. Ti consola un po’?
JSP/L’ennesimo italiano ad Oslo