Archiviato in: journal intime, norvegia per caso, polemize | Tag: norvegia, norway
Ok, non è molto romantico continuare dal post precedente parlando di gabinetti e toilette, ma dopo un’altra corsa nel parco di Sognsvann mi sento ispirata così.
E’ che in Norvegia puoi trovare bagni pubblici ad ogni angolo. Ma fin qui va bene, nulla da stupirsi se siamo in Scandinavia, dove a tutti è garantito l’accesso a tutto. La cosa più stupefacente è invece il fatto che in ogni toilette ci sia un rotolo di carta igienica nuovo, pronto da usare! Questo non me lo spiego. Vuol dire che i troll esistono davvero e che il loro ruolo nel mondo moderno è quello di mettere la carta igienica nei gabinetti sparsi nel regno di Re Harald? Oppure si tratta piuttosto di una fatina dei fiordi, che vola di toilette in toilette e avvisa chi di dovere con uno scampanellio quando c’è da sostituire un rotolo finito? Non riesco a concepire metodi umani per rifornire ogni bagno pubblico sparso nel paese.
In Italia non ho mai trovato la carta igienica nei bagni dell’Università di Torino, né in quelli delle stazioni dei treni. Nelle scuole elementari e materne sono i genitori stessi a doverla procurare per i figli comprandola mensilmente, dunque non oso immaginare come siano ridotti i bagni pubblici delle grandi città.
Posso giurarvi che qui, ogni volta che “mi è scappata”, ho sempre trovato una rassicurante toilet paper da usare per mantenere la mia igiene intima, anche nelle situazioni più ‘avventurose’, nei boschi di Oslo o nelle baite di montagna.
Riuscirò ad abituarmi, una volta tornata in Italia, ad avere sempre con me il “fazzolettino” pronto per ogni evenienza idrica? Vi terrò aggiornati.
6 Commenti finora
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E chi c’è mai entrato nei bagni pubblici in Italia?

Commento di Alberto Maggio 14, 2008 @ 5:08 amHo paura solo a pensare come potrebbero essere…
E poi, lo so che non si dovrebbe dire, ma l’uomo diciamo, trova posti differenti per espliare i propri bisogni corporali…
Faccio spessissimo la tratta Milano-Bergamo in autostrada e tantissime volte becco lì quelli che dietro la macchina si lasciano andare ai loro bisogni, e pensare che a 200 mt magari ci sta l’autogrill!!!
Per le donne mi rendo conto che non è così facile!
Capisco perchè la scandinavia è così ambita come luogo dove vivere!
ah le toilettes, fantastico. sono un argomento sublime ma nessuno ne parla mai. troppo pudore?
Commento di virginie Maggio 14, 2008 @ 7:17 amPerò per esempio in Belgio sono spesso la cosa più estrosa e divertente di locali e musei (al museo del design di Gent/Gand il blocco toilettes è fatto come un gigantesco rotolo di carta igienica). E ho un intero post da scrivere a proposito delle toilettes cinesi (tra qualche giorno sulla turista smarrita).
Il mio primo giorno di scuo… ehm, di università (mi veniva da dire “di scuola” perché è un evento tanto remoto che mi sembra siano passati più di diec’anni: ed in effetti sono passati più di diec’anni) un nostro docente, che successivamente si rivelò uno dei più validi e di cui conservo un ottimo ricordo, ma che all’epoca era presidente del corso di laurea (o qualcosa del genere) in tale ruolo ci accolse e ci fece un discorso introduttivo. Non so bene come venne fuori, ma ad un certo punto disse che il grado di civiltà di una nazione si vede dalle sue università e dai suoi cessi pubblici. Non lo scorderò mai…
Commento di blazar Maggio 14, 2008 @ 7:57 amIo dopo aver visto i bagni giapponesi posso dire di aver visto tutto, ma davvero tutto:)
Non mi stupirei se ci fossero pure dei kit per il trucco/strucco…
Commento di MademoiselleAnne Maggio 14, 2008 @ 12:25 pmNon ho ancora sperimentato le toilettes pubbliche, anche se il post mi spinge all’avventura nei cessi, ma devo ancora riprendermi dallo shock del piatto doccia a livello col pavimento nel mio studentato qui a Oslo. L’effetto Venezia after-doccia mi fa rimpiangere l’Italia e i suoi bagni, concepiti in certe case come salotti.
Commento di JSP Maggio 14, 2008 @ 9:55 pm*JSP*
Alberto l’unica esperienza che ho di bagni pubblici sono quelli creati apposta per i grandi eventi, le “latrine in scatola” che alla fine della giornata straripano di carta igienica e assorbenti…A volte sono proprio le donne le più “zozzone” purtroppo!
Virginie e Mademoiselle attendo con ansia descrizioni dei bagni cinesi e giapponesi!!!!!!!!
Blazar quel tuo professore all’università aveva ragione, oh se aveva ragione…
JSP ti capisco benissimo. Ma per rifarti gli occhi ti consiglio un giretto nelle toilettes della nuova Opera House: mai viste di così lussuose!
Commento di dontyna Maggio 15, 2008 @ 9:59 am