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Lo sciopero dei blog indetto da Alessandro Gilioli contro il lodo Alfano ha messo d’accordo quasi tutti i blog. Io aderisco, ma bloggo e cito Umberto Eco, perché se molti giornalisti, blogger e scrittori hanno dubitato di questa forme di protesta praticamente innocua contro una legge che rischia di metterci a tacere tutti, Umberto Eco qualche ragione di questo sciopero la trova, anche molto convincente.
Già, perché farlo? Il perché è molto semplice. Nel 1931 il fascismo aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1 per cento) rifiutarono e persero il posto. Alcuni dicono 14, ma questo ci conferma quanto il fenomeno sia all’epoca passato inosservato lasciando memorie vaghe. Tanti altri, che poi sarebbero stati personaggi eminenti dell’antifascismo postbellico, consigliati persino da Palmiro Togliatti o da Benedetto Croce, giurarono, per poter continuare a diffondere il loro insegnamento. Forse i 1.188 che sono rimasti avevano ragione loro, per ragioni diverse e tutte onorevoli. Però quei 12 che hanno detto di no hanno salvato l’onore dell’Università e in definitiva l’onore del Paese.
[Umberto Eco - Il nemico della stampa]
Domande random.
Che sia tornato a fare il comico?
Devo ritrattare tutto quello scritto qui?
Ma quindi Grillo ha la tessera del PD? (qui, una mezza risposta)
Per la campagna elettorale userà la stessa foto che c’è sul post di oggi?
Se mi candido anch’io voi mi votate?
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Mi è stato chiesto di scrivere dieci motivi per fare la tessera del Partito Democratico.
Dieci dieci sono troppi, anche perché si rischia di confonderli con i motivi per votare il PD, posto che sia il partito che mi rappresenti. Ma perché mi possa sentir rappresentato da un partito, la strategia migliore non è proprio quella di entrare a farne parte? E’ lo stesso principio de la-coop-sei-tu.
Immaginiamo che io sia un giovane disorientato da questa politica della nomenklatura, piena di vecchi che non vogliono schiodarsi dalla poltrona dopo anni di ‘onorato’ servizio al paese. Cosa faccio? Tre possibilità: 1) mi compro la Casta, leggo Beppe Grillo, mando a ‘fanculo tutti e smetto di votare; 2) mi aggiro sui siti web di PD e IDV, guardo i video di Di Pietro, mi accorgo che è presente ovunque e fa la voce grossa con tutti, mi piace il suo modo di parlare senza peli sulla lingua e lo voto, così quelli del PD imparano a non essere né carne né pesce; 3) sono uno per cui Di Pietro ha perso la mia completa fiducia dopo che ha votato contro la commissione d’inchiesta parlamentare sul G8 di Genova. Di votarlo, dopo questo grave errore durante il governo Prodi, non ci penso nemmeno. Allora guardo cosa ha da darmi e da dirmi questo PD, che, all’inizio, durante la campagna elettorale di Veltroni, mi sembrava proprio una cosa bella e l’unica alternativa valida a un paese governato da Forza Italia. Poi alle elezioni succede quel che succede, Veltroni se ne va e sembra che il mio partito sia allo scatafascio. Ma resisto, perché voglio vedere la fine di questa storia, e continuo a bazzicare intorno ai democratici fino alle elezioni europee e provinciali.
Posto che ho quasi deciso di diventare un fedele elettore del PD, perché fare la tessera?
Diciamo che non sono una a cui piace criticare senza muovere un dito. Se mi attira il PD, voglio buttarmici dentro per farlo diventare più simile a me e alle mie idee, già però ampiamente espresse dai suoi leader, i big e i little.
Il motivo della rappresentanza di cui sopra è sempre valido. Quando mi accingerò a votare, cercherò un partito giovane, con la voglia di riformare un paese in declino – morale, economico e sociale – rovinato non da Berlusconi ma dal Berlusconismo. Un partito laico, dove persone come me possano portare avanti l’idea che la laicità, non il laicismo, sia la via attraverso la quale cattolici e non credenti possano incontrarsi per parlare di diritti civili. Un partito che abbia il coraggio di dire no quando è no (al nucleare, alla guerra, ai respingimenti, alla mafia…) e sì quando è sì (al testamento biologico, a una nuova legge elettorale, alle pari opportunità, ai finanziamenti per la ricerca…).
Io sono così. E se voglio un partito che mi rappresenti, allora devo mandare i miei rappresentanti in testa al partito. Come? La tessera mi permette di votare i miei delegati al congresso, coloro che portaranno davanti ai big (e ai little) le mie istanze, le mie idee, e ne discuteranno animatamente per arrivare, categoricamente, a una posizione comune, in grado di tenere testa ai Beppe Grillo e ai Di Pietro di questo pianeta.
Non ho ancora la tessera ma la farò, perché voglio essere ‘compagna’ di partito di persone che ho già citato più volte in questo blog. Se c’è spazio per loro, nel PD, allora ho trovato la mia strada.
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Leggo questo e mi viene da pensare che in Italia siamo proprio indietro. Su TUTTO.
Gustatevi questa conversazione ascoltata qualche settimana fa in libreria. Protagoniste: la commessa di Intimissimi e la libraia:
> ciaooo, ce l’hai una guida su Mykonos? Io e il mio fidanzato andiamo a Mykonos quest’anno!
> sì, la trovi nella sezione guide turistiche, ce n’è una sulle isole greche in generale però.
> aah, sì sì, va benissimo. Senti, devo chiederti una cosa. (abbassando la voce). E’ vero quello che ho sentito, che Mykonos è piena….di gay???
> ehm, non lo so, può darsi, e allora?
> dicono che siano ovunque, in spiaggia, in discoteca, te li ritrovi dappertutto!
> beh, anche gli omosessuali vanno in vacanza!
> sì, ma come facciamo io e il mio fidanzato se Mykonos è piena di gay?? Come facciamooo?
>…
>…
Ahem. La commessa di Intimissimi ha sicuramente meno di 25 anni e io vorrei sapere da chi e in che modo i suoi poveri neuroni abbiano assorbito una cultura omofoba imbarazzante come quella dimostrata nella conversazione di cui sopra.
Faccio un appello alla comunità gay di Mykonos: se durante l’estate vi capita di incontrare una svampita che si nasconde dietro grandi occhiali da sole e analizza ogni movimento sospetto di uomini o donne in compagnia di persone dello stesso sesso, beh, ignoratela, oppure, ancora meglio, organizzatele una gavettonata come si deve. Almeno, al suo ritorno, avrà imparato che dai gay ci si deve guardare eccome, soprattutto se trasportano secchielli d’acqua o impugnano il superliquidator caricato a dovere…
Proprio quando decido di comprarmi una bicicletta nuova scopro che gli ecoincentivi messi a disposizione dal governo sono finiti e i prossimi saranno rinviati a settembre.
E io come faccio a rinviare il mio bisogno di pedalare per superare la prova bikini?
Siccome è una citazione sarebbe da tumblr ma non importa.
Questo è il PD che voglio sentire:
il Papa fa benissimo a dire quello che dice, ma nel mio Paese ideale un governo non dovrebbe aver bisogno degli appelli pontifici per darsi una mossa; dovrebbero essergli sufficienti gli inviti dell’opposizione, che in questi quattordici mesi non sono certamente mancati. Sugli aiuti allo sviluppo, come molti di voi sanno, li stiamo martellando da tempo: io stesso chiamai l’esecutivo in Aula per un question time, ma la risposta fu ridicola. Così ridicola che, da allora, ho deciso di non votare più per il finanziamento delle missioni internazionali, indipendentemente dal merito: mi asterrò, o voterò addirittura contro, fino a quando il governo non rispetterà gli impegni presi con la comunità internazionale alla firma degli Obiettivi del millennio.
La Stampa dedica un numero speciale all’Africa e questo blog decide di seguire il buon esempio. Solo, lo farà ogni domenica, pubblicando un pezzo di diario e una foto del mio viaggio in Burkina Faso del gennaio-febbraio 2009.
9 gennaio 2009 – primo giorno
Arriviamo a Ouagadougou con un’ora di ritardo. All’aeroporto c’è Ibrahim, un signore che lavora per le Robe di Kappa e parla un italiano splendido. Ci accoglie e ci aiuta con le formalità: da buoni italiani saltiamo tutta la coda del controllo passaporti grazie alle nostre “conoscenze”. L’albergo dove ci porta Ibrahim è esageramente lussuoso, già mi pento di non aver abbandonato la comitiva che starà con me per 10 giorni per andare nel centro accoglienza consigliato dalle suorine. Poco male, sfrutto internet e faccio colazioni abbondanti di frutta prima di partire per il nord dove non troverò nulla di tutto questo.
In ogni caso, viaggiare con una compagnia di amministratori comunali in missione di monitoraggio mi dà certi vantaggi: incontro personalità incredibili già da questo primo giorno, come Maiga Aziz, un ricercatore del Centro Studi Tecnologici di Ouaga e M. Dicko, un deputato del Congrès pour la Démocratie et le Progrès (CDP) – il partito del presidente Compaoré - che durante la cena mi racconta così tanti aneddoti sul dialogo interreligioso da riempire quasi il primo capitolo della tesi! Per esempio? I cimiteri sono condivisi da musulmani e cristiani. Per distinguere le tombe bastano una croce oppure…una mezzaluna! I partiti non possono avere alcun legame con la religione e una legge sulla laicità dello stato protegge la sfera pubblica da ogni interferenza con i leader musulmani e cristiani (più avanti scoprirò che non è proprio così: il governo non oserebbe mai toccare la poligamia, “non prevista ma tollerata” dallo stato di famiglia burkinabé). Dicko mi spiega anche che secondo lui per sconfiggere la povertà bisogna insistere sull’educazione, perché «l’analfabetismo è peggiore dell’AIDS». Infatti, come possono definirsi democratiche le elezioni nazionali quando l’80% della popolazione adulta non sa decifrare il nome del candidato? (cari g8, riflettete su queste parole!)
Andiamo a dormire stremati, incuranti delle zanzare che ci attaccano da ogni dove. Non prendo niente contro la malaria, le pasticche di malarone o lariam distruggerebbero la flora batterica di cui avrò tanto bisogno nel Sahel!
Dizionario moore-italiano #1:
LAFIBE’: come va?
LAFIBALA: bene!
BARCA: grazie!
La foto è qui.
(il mio diario del viaggio in Burkina Faso 2004, per gli amanti del genere e i curiosi, si trova ancora da queste parti)
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Serena ha 18 anni. Pubblica un link sul suo profilo di Facebook, e io non riesco a tacere. Dice così:
Ora io mi chiedo. Perché Serena pubblica questo link e aderisce al gruppo che esprime così tanto odio? Dove abbiamo sbagliato? Come si pone la Chiesa di fronte a questo? Lo chiedo ai Vescovi, ai preti del mio oratorio, agli animatori e alle suore che hanno conosciuto Serena e oggi la trovano piena di paura e senza speranza se non quella di ‘eliminare fisicamente’ i problemi che le procurano tanto fastidio.
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Odi et amo per Debora Serracchiani:
Manuela at 2:03pm July 1
ottima decisione quella di non candidarsi, ma attenta, le iene si stanno scatenando!!!
Rosario at 2:06pm July 1
Debora ripensaci! l’Italia ha bisogno di te!!!! non deluderci, abbiamo bisogno di un volto nuovo,giovane che si preoccupi davvero per il bene del paese!!!!
Bruno at 2:11pm July 1
Cara Debora, rispetto la tua decisone appoggiare Franceschini, ma l’intervista di oggi su Repubblica non mi è piaciuta. Non si puo dire appoggio Franceschini perche è simpatico e dall’altra parte c’e’ l’apparato.I nfatti scorrendo le persone che appoggiano l’attuale segretario vedo personalità che di nuovo hanno veramente poco.
Valentina at 2:11pm July 1
Vai Deboraaaaaaaaaaaaaaaaa!!!
Luca at 2:16pm July 1
Cara Debora, è con rammarico che leggo questo intervento ma allo stesso tempo sono fiducioso, perchè forse e dico forse, vedo una rinuncia al fine di construire un futuro solido e florido. La situzione è critica ma se come sottolinei tu, e anche ci credo, si lavora di squadra, la battaglia sarà vinta. Programmiamo guardando agli anni che ci sono davanti e non alle settimane, ai giorni e alle ore. E’ la programmazione a lungo termine che porta i frutti. Semina bene che i frutti ci saranno in primavera, Democratica.
Pierluca at 2:19pm July 1
due domande: 1) stai sostenendo Franceschini perché “costretta” dal fatto che lui ti ha candidato alle europee come capolista e quindi il tutto rientra nel classico gioco di favori? 2) su quale base si puó definire “bravo, innovativo e coraggioso” un segretario che perde un buon 5% di voti rispetto alle elezioni precedenti?
Roberto at 2:21pm July 1
Sono deluso. Non da questa o quell’altra scelta, ma dalle modalità e i tempi con cui sono state espresse. Nessuna novità, nessuna freschezza, nessun progetto ma solo screzi correntizi, lui è meglio perché l’altro è peggio; perché prendere posizione adesso a favore di Franceschini? Non era questo che ti si chiedeva, ma solo di rispondere su una tua eventuale candidatura.
Mario at 2:23pm July 1
Corri Debora Corri
sei tu e le tue idee il futuro.
Giuseppe at 2:23pm July 1
condivido pienamente la tua scelta,anche perchè,in politica non bisogna avere fretta ma occorre muoversi pacatamente e con molta saggezza.Appoggiare Franceshini significa portare avanti la linea di rinnovamento che fu prima di Veltroni e quindi largo ai nuovi quadri dirigenziali con idee nuove e pensieri che si proiettono al futuro e non al passato.Di nuovo complimenti per la tua scelta.
Luca at 2:28pm July 1
La tua decisione e’ un po’ amara da digerire ma mi sembra dettata dalla saggezza. Ma quanto si sono incazzati quelli dell’ “apparato” per essere stati, intrinsecamente, definiti antipatici?
Lucio at 2:28pm July 1
Ho l’impressione che i serracchiani ci siano già, per modo di dire. Sono quelli, come ho letto in alcuni interventi, che dopo la rinuncia di Debora si dicono delusi e non più interessati al percorso del Pd. Sono pochi, per fortuna. Molti di più sono quelli che, benché delusi, scelgono di seguire le tue indicazioni, Debora. Anch’io sono tra quelli che non hanno apprezzato tutta la tua intervista di oggi. Un partito, se vuole stare sul territorio, vive di apparati. Si possono cambiare, rinnovare, ma non rimuovere.Personalmente non ho ancora scelto da che parte stare. Aspetto che siano più chiare le posizioni politiche proprio sui temi che indichi tu (laicità, moralità, organizzazione del partito).Nel frattempo mi piacerebbe che nessuno, neanche tu Debora, spari contro quelli che si sono schierati dall’altra parte. Meno macerie seminiamo adesso, più sarà facile riprendere il percorso comune, dopo.
Giuliana at 2:29pm July 1
Condivido appieno la tua scelta. Avrai molte occasioni per dimostrare le tue capacità, chissà che nel frattempo il pd non decida veramente di rinnovarsi (non solo nelle persone ma anche e soprattutto nei valori). Grazie per essere come sei.
Giulia at 2:37pm July 1
Debora, resisti, ti prego! L’ombra lunga dell’apparato autoreferenziale non ti oscurera’ !!!!
Daniele at 2:41pm July 1
E’ una tua scelta e noi che ti seguiamo possiamo e dobbiamo condividerla. Però per quanto mi riguarda spero solo che questo non ti faccia apparire in secondo piano in caso di vittoria di Franceschini.Tu sei una numero UNO e questo vale più di tutto, sei una di noi e vediamo il futuro nei tuoi occhi!!
Filippo at 2:42pm July 1
Sottoscrivo al 100% la tua intervista su Repubblica.
Giacomo at 2:42pm July 1
Ciao Debora ho letto quello che hai scritto, sono d’accordo in parte ,certo l’indirizzo e quello di Francescini…ma ero più convinto se ti mettevi tu in prima linea….coraggio alla prossima volta rimani sempre cosi…tenace e convinta…ciao
Daniela at 2:47pm July 1
Grande Serracchiani!!!
Alessio at 2:50pm July 1
Grande Debora , hai messo in luce quanto il PD abbia sbagliato in passato ,le stesse persone che vogliono ripresentarsi ora , basta ricordare che se siamo nella situazione attuale e’ perche’ queste persone vecchie del PD l’hanno permeso !!!!!! si dovrebero vergognare , altro che ripresentarsi per l’uno o per l’altro.
Beppe Giuliano at 2:51pm July 1
Leggo sul sito di Repubblica dei numerosi attacchi che le stanno piovendo addosso (e portati non da verginelle, nel complesso). Li avevano pronti qualunque cosa lei avesse detto o fatto. Faccia spallucce e tenga duro. Buone cose.
Giorgio at 2:53pm July 1
Credo che fai benissimo a non candidarti. Alla guida del partito (scusami) abbiamo bisogno di una persona di grande esperienza, tencia e determinazione e che incuta un pò di timore nell’avversario. Spero che tu cresca bene, così sarò certamente felice di vederti al vertice del Mio partito, quando sarà il tuo tempo. In ogni caso ciao e buon lavoro compagna. (Noi siamo della buona gente. Era ed è bello chiamarsi reciprocamente compagni).
Anna at 2:53pm July 1
trovo saggia la decisione di non buttarti nella mischia del toto- segretario, non abbiamo bisogno di altra confusione. sei stata eletta per il parlamento europeo e per quello devi lavorare, approfittando dell’occasione per crescere e misurare il tuo passo. Io , e penso molti altri, aspetteremo il momento in cui potrai tornare per guidare un partito più solido e con un’identità definita. Spero solo che quel momento arrivi prima che tutti i nostri sogni si dissolvano. Buon lavoro e grazie.
Arturo at 2:57pm July 1
Condivido il ragionamento che non è utile continuare a dividere. Spero che tutto questo movimento che si è creato con te, Debora, possa davvero servire qualcosa, a cambiare in meglio questo partito, i suoi dirigenti, gli elettori e l’Italia tutta. Restiamo uniti. Un saluto a tutti…
Maura at 2:59pm July 1
Mi spiace. Non l’avrei trovata una scelta individualista o egoista, come tu dici, quella di candidarti, ma l’esatto contrario. Inoltre eri l’unica potenziale candidata donna, cosa che in questa fase politico-sociale segnata da misoginia avrebbe rappresentato una risposta altamente provocatoria e innovativa. Avresti dovuto accettare la sfida a candidarti proprio in quanto donna. Già immaginavo le tue risposte pungenti alle battutine misogene del berlusca. Davvero peccato.
Alfredo at 3:06pm July 1
Cara Debora, secondo me hai fatto la scelta giusta e non hai avuto paura a farla anche se forse è la meno popolare…bravissima!
Mariano at 3:10pm July 1
Debora sei GRANDE, pensi in GRANDE, ragioni in GRANDE ti auguro di partecipare sempre a far GRANDE il PD. Un PD della gente, per la gente con la gente. Avanti cosi’ Mi piaci tantissimo
Ivano at 3:11pm July 1
Giustamente la scelta è tua e va rispettata senza condizione…sta di fatto che così facendo possiamo solo dire avanti il vecchio che il nuovo aspetta che qualcuno ti lasci fare…e sarà dura smuovere chi è al governo perchè sono convinto che anche i vecchi in parte sono in accordo con loro…buon lavoro in bocca al lupo…ciao Ivano
Anna at 3:11pm July 1
Ancora una volta Debora ha dimostrato grande intelligenza e maturità nella scelta fatta..le sue parole mi hanno fatto un gran bene al cuore: poteva accettare e bruciarsi per sempre oppure lavorare per la costruzione di un vero PARTITO e lei, da grande donna quale è, ha scelto la seconda opzione..Brava Debora ti voglio ancora più bene di prima!!!
Claudio Bruno at 3:17pm July 1
Se Franceschini avesse creduto davvero al cambiamento si sarebbe proposto semmai lui come tuo vice.
Fabio at 3:19pm July 1
Brava Debora! Complimenti. Sono felice. Sei stata coragiosissima. Chi crede veramente nel progetto del PD, dopo questa tua scelta ti crede ancora di pi.ù capace e meritevole per la tua dedizione al Partito e non alle sirene delle opinioni del momento. Ricordiamoci che fine hanno fatto nell’opinione ondivaga di chi fa politca da salotto, Segni e DiPietro: da Idoli delle folle e delle Tv (allora) a rompiscatole inutili (oggi). Avanti con il PD, questo PD, il PD possibile, per migliorarlo e farlo crescere sul serio. La lotta continua.
Michele at 3:22pm July 1
Mi spiace Debora. Dovevi avere coraggio fino in fondo e candidarti tu. Sono stufo di votare per un partito che vuole rimanere all’opposizione a vita….
Dontyna @ NOW:
Cari sostenitori di Debora Serracchiani, eravate disposti a votarla alle primarie ma non a fidarvi delle sue scelte? Personalmente stimo e rispetto una politica che ha scelto di ‘provarci’ alle Europee, vincendo con un’altissima percentuale, senza montarsi la testa e credersi la salvatrice della patria. Cara Debora, sei davvero in gamba, più saggia e illuminata di quanto scrivono altrove. Sei nella ‘nostra’ squadra (del PD) e se in futuro avrò la possibilità di votarti (alle Nazionali?) lo farò!
