…sarei qui.
L’evento si chiama ‘Un libro in Comune‘ e non è solo un gioco di parole.
A Volvera infatti sta succedendo qualcosa di rivoluzionario in questi giorni: un’intera città si ferma e dedica tutta se stessa ad un libro e al suo autore. Un anno fa la decisione: adottare una storia e coinvolgere tutti i cittadini, dal Sindaco al Parroco, dalla maestra al panettiere, nel leggerla e viverla. Oggi, l’incontro: con Cristiano Cavina, autore di Alla Grande, libro che è diventato il leit motiv dell’iniziativa promossa dal Comune di Volvera da un’idea della libreria dinoitre.
L’idea è nuova per quanto riguarda il panorama ‘festival/letterario’ italiano: non si tratta di una fiera, né di un semplice incontro con l’autore, bensì un’esperienza collettiva di lettura – di un libro ‘in comune‘ appunto – che sfocia in 5 giorni di eventi culturali, dal 21 al 25 maggio. Il clima è quello di una festa di paese: sono state organizzate cene, partite di calcio e spettacoli teatrali. Un anno fa sono partiti anche i laboratori nelle classi e i concorsi, di narrativa e di disegno, che in questa settimana trovano la loro conclusione. E l’idea è originale proprio perché cambia la prospettiva: non si tratta solo di vendere libri, di promuovere uno scrittore e la sua casa editrice, ma di mettere al centro i lettori e coinvolgerli nel racconto portando il libro nella loro vita quotidiana, UN libro in particolare, per respirarne l’atmosfera fino in fondo.
A Seattle ci avevano pensato già nel 1998 con l’iniziativa One Book, che continua diffondersi in tutto il mondo coinvolgendo soprattutto le grandi città, anche europee. Volvera invece, ottomila abitanti, è la prima città in Italia a proporre questo tipo di evento.
Ne seguiranno altri? Sindaci, assessori…ADERITE!
Per informazioni: “Un libro in comune. Volvera legge…Alla Grande” (MarcosyMarcos)
Per il programma della Festa: Comune di Volvera
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La mia prima volta senza la Festa del Libro.
Non riesco a immaginare che in questo momento il Lingotto sia pieno di scrittori, espositori, case editrici, librai e io non sono in mezzo a loro per fare il pieno di letteratura di cui ho bisogno in questo periodo dell’anno.
La Fiera compie 21 anni e io ho sempre presenziato alla sue feste di compleanno, anche – e soprattutto – quando si chiamava Salone del Libro. Ho passeggiato tra gli espositori a mano della mia mamma quando avevo poco più di 3, ci ho passato interi pomeriggi con la mia migliore amica delle scuole elementari con cui sognavo di fondare un Club del Libro nella soffitta di casa mia. Poi sono cresciuta, ho continuato a frequentare persone che amavano i libri almeno quanto me e ci ho festeggiato i miei compleanni e ci ho speso paghetta e stipendi per portare a casa libri a sufficienza per sopravvivere all’estate. Infine, di questi ultimi tempi, sono passata dall’altra parte del “bancone”: ci ho lavorato per la Città di Torino, per il Comitato Librai Indipendenti e per la casa editrice Scritturapura.
Quest’anno, semplicemente, me la perdo. Sì, posso seguirla a distanza, con le webradio e i giornali, ma, senza bisogno di dirlo, non sarà la stessa cosa. Mi mancheranno Marino Sinibaldi e le sue interviste, i segnalibri da raccogliere ad ogni tavolo, i piccoli stand da scoprire e i cataloghi da raccogliere nelle borse di stoffa delle case editrici più sofisticate. Mi mancherà il capogiro da fiera, la spossatezza a fine giornata, dopo aver incontrato centinaia di persone e confuso i volti degli scrittori con quelli dei loro personaggi letterari.
Mi mancherà immensamente la sensazione di essere immersa in un mondo in cui “il libro” è al centro di tutto: è la fonte di sostentamento di migliaia di persone, è la vita stessa per molte di loro ma è pure l’ancora di salvezza per noi lettori, quando alla fine delle nostre giornate ci rifugiamo tra le pagine di qualche storia e ci dimentichiamo di tutto, beatamente immersi una vita che non è la nostra.
Soffro, ma so come consolarmi. Stasera parto per Stoccolma e ci si rivede lunedì, my darlings!
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Cosa? Il racconto di Licia Troisi sulle sue avventure di scrittrice in trasferta. E anche io, che c’ero, non avrei potuto dettagliarvi meglio tutte le fasi del suo viaggio interminabile da Marsala a Torino.
Unica avvertenza prima dell’uso: accendete lo stereo e non risparmiate i decibel per l’ultimo album dei Muse. Non ve ne pentirete.
Se trovate che mi stia assentando troppo a lungo da questi lidi è perché sono impegnata con questa.
Perché la leggerezza del leggere? Beh, carissimi, Calvino e le lezioni americane non vi dicono nulla? Ebbene sì, ci siamo ispirati ad alti valori intellettuali per questa edizione della festa. E, in effetti, pare che stiamo avendo il successo sperato. Sì, siamo quasi alla fine, ma non disperate! Per oggi, domani e domenica una miriade di autori a vostra disposizione.
Per esempio? Margherita Oggero, Licia Troisi, Anna Pavignano, Ernesto Ferrero, Bruno Gambarotta, e molti altri ancora.
Cosa aspettate?! Accorrete!
* Immagine: Andrea Vecera designC’è il ponte dei Morti e dei Santi e c’è giusto il tempo di fare un po’ di lavori di casa. Soprattutto è arrivato il momento di giocare con la libreria nuova del salotto, ché quella di prima aveva gli scaffali piegati dal peso di tre file di libri ciascuna.
Questa, la nuova arrivata, con due pareti di ripiani da pavimento a soffitto e la scala scorrevole inclusa, dovrebbe bastare a contenere i cinque-sette-dieci(?) mila volumi che in questo momento sono sparsi in tutte le stanze dellacasa, balcone e mansarda inclusi.
Il problema che ci affligge (che affligge me, mia madre, e il libraio perfezionista) è: come sistemare i libri?
Sulla base di quale criterio? Ordinati secondo la casa editrice? Secondo la nazionalità degli autori? La tipologia di testo (saggi, romanzi, storici, graphic novel etc)? Prendendo in considerazione il periodo storico?
L’istinto è quello di mettere insieme i volumi appartenenti alla stessa collana, perchè il colpo d’occhio sia immediato e di effetto. Ma quando di un autore ci sono più libri, di tipologia diversa, pubblicati da diverse case editrici…cosa faccio? A quale criterio obbedisco per primo?
Dai, aiutatemi: su quale criterio è ordinata la vostra libreria?
