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Mi viene in mente solo la Birmania in questo momento. La Birmania e Aung San Su Kyi, che vive agli arresti domiciliari dal 1989 e si batte per la libertà da quando il paese è governato da una feroce giunta militare, cioè da 19 anni. Poi mi viene in mente che i nostri telegiornali si sono accorti di questo piccolo Stato (a proposito, dov’è, esattamente, la Birmania?) solo quando i monaci sono usciti dalle loro clausure per sostenere il popolo nella protesta. E che finalmente solo la Birmania è riuscita a spodestare il delitto di Garlasco dalle prime pagine dei quotidiani.
Sì, vestiamoci tutti di rosso in sostegno alla causa. Ma non dimentichiamoci del popolo birmano e di tutti gli altri popoli oppressi che combattono per i propri diritti fondamentali quando i giornali e media non ne occupano più.
Perchè se una guerra sparisce dalle prime pagine, non è detto che sia scoppiata la pace.
