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Quando la notizia ti arriva via sms da un’amica che sta in America senti che è ancora più vera. E ti riguarda da vicino.
L’uomo che ha meritato il titolo di King of Pop è morto, portandosi dietro polemiche, accuse terribili e una vita tormentata che negli ultimi anni lo ha reso molto infelice.
MJJ (Micheal Joseph Jackson) è la musica pop, è la star per definizione, con tutto ciò che questo comporta, anche una buona dose di idiozie e pazzie da cui ci si lascia trasportare quando la fama e il successo superano il limite che una vita umana può sopportare.
Ma non mi importa dell’”uomo” MJJ, e delle sue “comprensibili” debolezze, che, come The man in the mirror, ha rinunciato al mondo reale per diventare l’icona di se stesso.
Mi importa della sua musica e dei suoi video geniali e delle canzoni che mi hanno accompagnato per tutto il liceo grazie a un amico che lo ascoltava (e cantava) di continuo rendendocelo vicino, quasi fosse ‘uno di noi’.
Addio Micheal, spero che la tua anima inquieta possa trovare un po’ di pace, ovunque tu sia ora.
He’s the man in the mirror
He was a hero, he was a superstar
He’s the man in the mirror
Searching the spotlight, Searching the fame bizarre
The curtain is closed
The camera is off
The make up is washed away
The show is over he’s alone.
