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Correvo stasera correvo attorno a Sognsvann, il lago di Oslo, correvo e Ryan Adams ha cominciato a cantare Love is Hell, e io guardavo le nuvole rosa per il tramonto, Margriet che correva, correva più veloce di me e pensavo che oggi è il 12 maggio e il 12 giugno un aereo mi riporta in Italia con le mie valigie di sei mesi d’erasmus e finisce tutto, tutto questo modo di vivere che è un po’ come correre attorno ad un lago senza sapere di fermarsi oppure no, mangiare quando hai fame uscire per un caffè a Gronland, i pic-nic sulla spiaggia che poi sai già di tornare con l’ultimo bus ma non importa perchè poi si continua nella cucina di bjolsen, con un tè una tortilla e il cioccolato.
Ed è un po’ di giorni che ho questa sensazione: un blocco allo stomaco, di come quando sei innamorato e ti senti sul tetto del mondo ma allo stesso tempo guardi negli occhi il tuo “lui” e sai già che ci saranno lacrime da versare e poesie da leggere per consolarsi, per coccolarsi.
Dovevo scrivere di Stoccolma. Del mio viaggio in Svezia e di come la Scandinavia sia un concetto tutto da definire, perché Stoccolma è Barcellona ed è Parigi ed è Amsterdam, ma non è Oslo, questo è sicuro. E volevo scrivere che quando ero lì avrei voluto restarci ma poi sul bus, di ritorno a casa, mi è apparso l’arcipelago di Oslo, le sue isole verdi, l’orizzonte pulito e il tramonto in fiamme sulle colline e ho deciso che Stoccolma mi è piaciuta, sì, ma amo stare qui.
I fell in love, but love is hell e tra un mese sarà dura, oh se lo sarà.
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Sì, vi racconto di Bergen e i fiordi, ma in breve. Oppure, come dicono qui, in a nutshell. Perché ho ancora il mal di testa da nave/bus/treno e stamattina sono anche andata a lezione, ché io sono una brava ragazza-erasmus.
La ciudad. Bergen è adorabile. Ma credo che a renderla così carina abbia contato molto il fatto che per due giorni c’è stato un sole splendido mentre io continuavo a ripere come un mantra l’epiteto che accompagna il nome di questa città: Bergen – the rainest city of the world. Niente rain invece, solo qualche nuvola per le prime ore di sabato, poi cielo limpido e aria frizzantina, come da soap-opera. Tips: Al mercato del pesce non lasciatevi sedurre dal sapore esotico della carne di balena ché è una specie in via d’estinzione e non si deve dovrebbe neanche assaggiare!
Il fiordo. Detto anche: mare che si infila dappertutto nell’entroterra norvegese e produce splendidi paesaggi da ammirare senza badare troppo al gruppo di giapponesi che si sbraccia dalla riva quando si accorge di aver perso la nave. Tips: portatevi dietro una memory card di riserva che ne avrete bisogno se salite anche sulla famosa Flåmsbana.
Sono vecchia di un anno. E oltre al fatto di aver passato il giorno del mio compleanno a viaggiare sulla tratta ferroviaria più acclamata della Norvegia, c’è di bello che al mio ritorno avevo da leggere 72 messaggi di posta elettronica non letti. E’ carino quando la gente si ricorda di te e la metà delle e-mail sono in una lingua che non è la tua. Ora devo convincere tutti che la mia data di nascita su Facebook è stata modificata da un hacker/troll malefico e in realtà ho compiuto 22 anni.
E su quest’ultimo punto passo e chiudo, non osate contraddirmi.
Oggi sono stata ad un corso di formazione organizzato dallo Europe Direct di Torino, ovvero una specie di ufficio informagiovani su tematiche europee.
Ebbene, ne sono tornata un’EuroEntusiasta convinta!
Ok, forse lo ero già anche prima, soprattutto per il fatto che viaggio fuori dall’Italia da quando sono piccolina. Ma scoprire, attraverso tutte le banche dati provinciali, regionali ed europee, tutte le miriadi di possibilità di muoversi liberamente tra le frontiere per imparare un lingua e mischiarsi a popoli sconosciuti ha scosso in me tutta l’adrenalina della partenza.
Nell’ordine, da quando compi sei anni, puoi partecipare:
- al progetto Comenius per le scuole (che poi diventa Comenius per insegnanti)
- agli scambi internazionali del programma Gioventù in Azione
- al progetto Leonardo per stages all’estero
- al bando Erasmus per universitari
- al programma Jean Monnet per ricercatori
- allo SVE
Puoi cercarti un euro-impiego oppure un euro-corso-di-studi sfruttando:
- il database Eures
- il sito di Ploteus
- le sedi di Eurodesk
I siti internet in realtà sono miliardi e fanno tutti capo a quello dell’Unione Europea.
E dopo tutte queste possibilità di studiare e lavorare in Europa, perché ho beccato l’unico paese che si rifiuta di entrare nella nostra fantastica UE???!!
