On Set

Posted on novembre 4, 2007

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C’è sempre una prima volta.

E la mia prima volta di oggi è che sono stata in un set cinematografico. Non solo il regista mi ha permesso di stazionare nei dintorni delle riprese, ma mi ha anche attribuito un nobile compito, quello di fotografa di scena. “Solo perché così dai un senso a quella cosa che ti sei comprata” sono state le sue esatte parole, ma ormai lo conosco e nella mia testa traduco simultaneamente la sua perenne acidità nel linguaggio degli esseri umani sensibili ed educati.

Come funziona un set? Beh, non che l’abbia capito poi tanto. C’è una tizia, in questo caso la povera Heidi, che funziona da segretaria di edizione. Il suo compito in teoria è fondamentale, perché detiene la cronaca minuto per minuto di tutte le scene, ripetute e non, con i commenti del regista e degli assistenti di scena sulla qualità di audio e video. Poi c’è il tecnico del suono (lo riconoscete perché indossa enormi cuffie e tiene in mano un lungo bastone alla cui estremità c’è un microfono), c’è l’operatore alla camera, gli addetti alle luci (che vagano per il set con teli bianchio riflettori, a seconda se la scena è girata in interno o esterno), il direttore della fotografia, gli attori (multiculturali in questo caso!), e infine il regista, che è quello che corre più di tutti, e che carica su di sé tutta la responsabilità delle azioni degli altri ruoli. Mica facile.

Sarà dunque vero , quello che disse Godard a proposito della solitudine?

Ai posteri, anzi, ai registi, l’ardua sentenza.

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