Non fidatevi di Babbo Natale.

Posted on dicembre 7, 2007

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Mancano 3 settimane all’evento più mangereccio e spendaccione dell’anno, ma siamo già in fermento per spuntare il più rapidamente possibile le voci sulla lista dei regali da mettere sotto l’albero di Natale.
Gli acquisti che ci fanno correre da un negozio all’altro però, oltre che alleggerire il nostro portafoglio, appensantiscono i nostri sensi di colpa.
Ogni tanto, sì, solo ogni tanto, ci fermiamo a riflettere che per un maglione acquistato per la nostra amica Francesca c’è una Simona che abita in strada e non riesce a procurare del cibo a suo figlio. E per ogni panettone che mettiamo in tavola c’è un Giovanni che rovista nei rifiuti per sfamarsi con i nostri avanzi.
Ecco allora che lasciamo qualche spicciolo da parte e, invece di far finta di niente, a Natale siamo disposti a lasciarci commuovere dalle disgrazie altrui e investire i nostri risparmi in progetti per i paesi in via di sviluppo o per i poveri della nostra città.

 

Niente di tutto questo è sotto accusa. Ci mancherebbe. Ma ATTENZIONE!

Perchè c’è anche chi, di questo buonismo improvvisato, se ne approfitta ingegnando truffe per arricchirsi alle spalle della generosità altrui! Non vi è mai capitato di passeggiare per le vie del centro ed essere fermati da qualcuno che vi importuna con la solita frase: “ehi, ciao! ma tu cosa nei pensi dei: tossici usciti dal tunnel della droga/bambini orfani che vivono in comunità/donne che sono vittime di violenza”? In quel momento la risposta ti sembra scontata: cosa penso? Beh, niente, non ho pregudizi, non ci vedo niente di male, anzi, magari sono persone che hanno bisogno di aiuto…Ed è qui che scatta la truffa: “ah, bene, allora senti, visto che è Natale, non pensi che anche queste persone abbiano il diritto di vivere la festa come si deve?” Sì, lo penso, lo penso eccome, ma che posso fare? “Noi stiamo vendendo queste matite pieghevoli/portachiavi di pelouche/segnalibri in metallo per raccogliere fondi e comprare dei giocattoli a questi bambini, i bambini della comunità, puoi darmi 8€?” Otto euro. Così. Per i bambini della comunità. Quale comunità? E perchè non questa ragazza non mi lascia nessun volantivo informativo? “E’ una comunità che accoglie bambini orfani, come me”. Come si chiama? “Non so se la conosci, è qui, a Torino.” Bazzica il nome di un santo.
La faccenda non mi è chiara. Conosco alcune comunità di minori e conosco associazioni che raccolgono fondi a Natale, ma nessuna di queste si muove così per chiedere soldi alla gente. Il nome e il progetto a cui destinare il ricavato deve essere limpido, trasparente, perchè oltre al denaro è importante coinvolgere le persone nelle attività associative. Ed è corretto anche dal punto di vista di chi lascia qualche soldo pretendere di sapere a chi sta regalando il suo tempo e i suoi risparmi.
La ragazza che mi ha fermato ieri, in piazza Castello, quasi sicuramente non fa parte di nessuna attività organizzata di raccolta fondi. Non aveva divisa, nè segni riconoscibili che potessero ricordarmi associazioni di volontariato presenti a Torino. Era sola, con tre matite in mano, e non sapeva indicarmi il nome della comunità per cui avrei dovuto lasciarle 8 euro.

Evviva la generosità, ma non lasciamoci derubare. Esistono migliaia di progetti a cui lasciare i nostri soldi, mentre chi raccoglie “fondi” in questo modo poco trasparente inganna noi e fa del male ai gruppi di volontariato che invece agiscono responsabilmente.

Spargi la voce se noti truffe simili nella tua città!

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