Dove eravamo rimasti?

Posted on marzo 10, 2008

9


Lo so che vi sono mancata e che una pausa di un mese da tutti i miei blog non è assolutamente giustificabile, ma ora cerchiamo di recuperare il tempo perso: dove eravamo rimasti? Dunque, sono tornata da Tromso e una bolla di malinconia mi ha chiuso nel silenzio mediatico per una settimana; poi ho avuto il coraggio di guardare le foto, ho trovato il tempo di arrabbiarmi per le macchie sull’obbiettivo della reflex e l’occasione di discutere con i miei compagni di viaggio sulla nostra puntatina al nord del mondo, e infine mi sono ripresa. La depressione post-articum infatti non ha niente a che vedere con Tromso. Almeno credo. E’ stato piuttosto uno di quei viaggi che ti fanno pensare che sì, devi proprio trovare un lavoro che ti permetta di essere in giro per il mondo a incontrare le persone che lo abitano e a fotografare i luoghi stupendi che l’uomo non ha ancora rovinato. E nonostante la fantomatica aurora boreale non sia apparsa in cielo durante il nostro soggiorno nordico, è stato un viaggio di cui non mi pento e che ancora descrivo come “amazing!” a tutti quelli che mi chiedono how was the arctic?

E poi? Cosa è successo?

Beh, è successo che sono tornata e mi sono resa conto che il mio tempo libero era praticamente finito. Due mesi d’Erasmus e mi sono trovota di nuovo ad annaspare tra i libri, ad angosciarmi per gli esami e a passarei pomeriggi nella biblioteca del campus. Per due settimane consecutive ho fatto la spola Bjolsen/Blindern senza passare dal centro città e mi sono sentita improvvisamente catapultata in un non-luogo fatto di studio, feste in casa identiche di week-end in week-end (“bring your own beer and try to find the way to come back home)” e caffè americani bevuti a lunghi sorsi tra un bus e una metro.

Poi ho ricevuto visite dall’Italia e, mostrandola a chi si è trovato qui per la prima volta, per pochi giorni, mi sono ricordata di come sia cool la città in cui vivo ora. Sono tornata ad essere una turista e ho camminato per le vie di Oslo come i primi giorni, gli occhi sgranati e la voglia di capire una nazione che è così diversa dalla mia seppur così vicina geograficamente. E mentre io ricominciavo ad apprezzare il mio essere qui, come studente, come osservatore privilegiato e non come semplice consumatore di attrazioni turistiche, le persone a me più vicine durante l’erasmus hanno cominciato ad odiare la Norvegia e tutto quello che riguarda la vita qui. Tutto attraverso i loro racconti diventa noioso, piccolo, inutile, solo costoso, non interessante…Ho cercato in tutti i modi di cambiare questa prospettiva così negativa ma nulla, sono davanti ad un muro! E mi chiedo: sono io quella sbagliata? Che riesco ancora a godere degli ultimi giorni di inverno come se fossero tesori preziosi, che apprezzo il fatto di vivere in un paese dove non si festeggia la festa delle donne, ma di fatto quest’ultime sono considerate molto più che nel mio paese, dove l’8 marzo siamo tutte in pizzeria per una serata senza uomini. Adoro Oslo, adoro la Norvegia. Adoro il fatto che con la metropolitana posso arrivare in mezzo alla natura, che non ci sia traffico per strada, che il claclson sia un’emergenza e non un’abitudine del nervosismo mattutino e che il mio portafoglio trabocchi di scontrini perchè qui sia considerato normale pagare le tasse, dal supermercato al chiosco per strada. Eccetera.
Siamo già a marzo e i miei mesi qui si accorciano sempre di più.
Come faccio a non sentire già la mancanza di questo paese quando penso che tra una settimana sarò in Italia, lo Stato dove può esistere ciò che è stato scritto nel libro Gomorra e nessun PD al mondo potrà risolvere??

Good luck, perchè io non potrò nemmeno votare.

Let’s apply for the Norwegian citizenship, quickly!