Notte prima degli esami (ad Oslo)

Posted on giugno 5, 2008

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Nonostante lo stress, le ore passate sui libri e il senso di colpa per aver fatto tardi, troppo tardi , dare esami in Norvegia è un’esperienza che vale la pena di vivere sulla propria pelle.
All’Università di Oslo, Blindern Campus, ci sono due tipi di esami che posso segnare irrimediabilmente il destino degli studenti:

1) school-exam: il classico dei classici, ma con qualche variante degna di nota. Gli esami fatti a scuola iniziano di solito alle 9 del mattino e durano dalle 3 alle 6 ore, a seconda del tipo di materia scelta. Viene consigliato di presentarsi all’università un quarto d’ora prima dell’inizio della prova e di portare con se cibo, acqua, il necessario per sopravvivere e non collassare mentre si cerca si rispondere alle domande poste nel compito. Se avete dimenticato a casa il vostro matpakke – pranzo al sacco – non c’è problema. Chiedete ai controllori di accompagnarvi in mensa e potrete soddisfare la vostra fame anche durante l’esame più duro. Una volta seduti nell’aula, che ad Oslo però spesso è una palestra o un campo da tennis (giuro!), i “controllori”, un esercito di umpa-lumpa dai 70 ai 90 anni, verranno a distribuirvi i fogli d’esame. E qui inizia il divertimento. Perché oltre ai fogli di brutta, avrete degli altri fogli di colore rosa, bianco e giallino, che costituiscono invece le copie ufficiali del vostro test. Un foglio di carta copiativa separa l’uno dall’altro e scrivendo su quello bianco, voilà, avrete prodotto 3 esemplari della vostro sapere in materia. Una copia viene corretta dai professori, una copia viene riservata per il ricorso in appello (vedi sotto), mentre un’altra è per voi. Insomma, prima di capire il meccanismo è passata almeno un’ora, e qui è chiaro perché ve ne danno 6 per rispondere alle domande!!

1) home -taken exam: l’esame che si fa a casa, comodamente sdraiati sul divano con la tv accesa e un pacchetto di caramelle da cui attingere ispirazione per scrivere la tesina che dovete consegnare in 72 ore. In realtà non è così rilassante come sembra. Alle ore 10 del primo giorno d’esame esce la traccia. Da quel momento scattano i tre giorni di tempo per recuperare nei cassetti della memoria le informazioni raccolte dopo mesi di studio (ahem) e scrivere 10-15 pagine, citando accuratamente i libri consigliati dal professore. Ovviamente sono consultabili, ma con 2000 pagine di materiale sfido chiunque a trovare le informazioni giuste senza averle lette, o sfogliate, almeno una volta. Ci sono diversi tipi di approccio a quest’esame. Uno è quello di prenderla comoda e struttare solo le ultime 24 ore a disposizione rimanendo svegli tutta la notte prima della consegna. Questa è l’opzione preferita dalla mia coinquilina norvegese, che non legge nemmeno i libri e usa il metodo ‘indice’ cercando gli argomenti che le servono sfogliando il materiale. Fidatevi, è una soluzione logorante per i vostri nervi. Io uso il primo giorno per scrivere l’introduzione e pianificare quello che scriverò nei giorni successivi, compresi gli autori che voglio citare e come voglio sviluppare il tema. Poi mi piace prendere lunghe pause per pranzo e cena, magari una doccia per rimanere con la mente fresca, ma vado a dormire non troppo tardi, verso l’1, le 2, per poi alzarmi di nuovo ‘presto’ (alle 9) il mattino seguente e scrivere scrivere e ancora scrivere.

Punti in comune ai diversi tipi di esame:
– la dichiarazione sull’imbroglio (cheating): per tutti i tipi di esami, anche le tesine di metà semestre senza votazione, è obbligatorio firmare una dichiarazione dove si attesta che il lavoro consegnato è assolutamente originale, privo di copia&incolla, di parti aggiunte da esami precedenti o da opere segnate da copyright. Questi vichinghi la prendono sul serio l’università!

– la possibilità del ricorso in appello se non siete d’accordo con la valutazione del vostro esame. Dovete compilare uno speciale form entro una settimana dalla pubblicazione dei risultati e il paper verrà inviato ad una commissione esterna che deciderà se cambiare o meno il vostro voto. Tremo al pensiero di doverla utilizzare quando vedrò i risultati del mio esame di inglese…

– il candidate number: è assolutamente vietato, in Norvegia, scrivere il vostro nome e cognome sul foglio d’esame o sulla tesina fatta a casa. Nello stato più egalitario al mondo, il sistema universitario vuole assicurarsi che non ci siano discriminazioni o vantaggi per gli studenti se questi conoscono di persona il professore. Ad ognuno viene assegnato un numero, ogni volta diverso, che sarà poi il punto di riferimento per ritrovare il vostro voto nella bacheca online.

Bene. Ora che avete tutte le istruzioni, siete pronti a farvi esaminare. E non dimenticate di controllare i risultati…😀

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