Prima di partire

Posted on giugno 11, 2008

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Mi tremano le mani mentre batto sulla tastiera del mio notebook, perché questo è il mio ultimo giorno norvegese. Ho ancora ventiquattro ore per godere del mio status di studente erasmus in Scandinavia e ancora non mi sembra possibile che domani ricomincerà la vita reale, fatta di impegni, di famiglia, di riunioni, eventi, feste, code in segreteria ed esami orali.
E per per ricordare a voi – e a me stessa – quanto favoloso sia stato questo semestre, ecco la checklist delle cose fatte o non fatte durante questi sei mesi a nord del mondo:

  • correre sopra il lago ghiacciato Sognsvann – FATTO
  • sciare sopra il lago ghiacciato Sognsvann – MANCA
  • nuotare nel lago non più ghiacciato Sognsvann – FATTO
  • vedere l’aurora boreale a Tromso – MANCA
  • conoscere qualcuno che si allena per correre la Polar Marathon – FATTO
  • spendere le ultime corone sul conto norvegese comprando BOLLE alle United Bakeries – FATTO
  • fare le valigie mentre l’Italia perde 3 a 0 contro l’Olanda -FATTO
  • perdere l’ultima T-Bane e camminare dal lago Sognsvann fino a Bjolsen mentre il sole sorge e il cielo diventa prima rosa, poi magenta, rosso e arancione – FATTO
  • fotografare due oslesi mentre a gennaio sciano sul marciapiede davanti a casa -FATTO
  • viaggiare sulla famosissima Flamsbana – FATTO
  • assaggiare cibo di ogni provenienza, compreso il mitico poutine del Quebec, la salatissima Vegemite australiana e la potente michelada messicana – FATTO
  • cucinare una vera lasagna fatta in casa per i miei amici internazionali – MANCA
  • piangere con Véronique davanti alle guardie della security che hanno interrotto il mio goodbye party – FATTO
  • provare il famoso (e dannosissimo) snus – MANCA
  • vedere un balletto alla nuova Opera House di Oslo – MANCA
  • andare allo stadio per tifare Valerenga e annoiarsi davanti ad una partita lentiiissima – FATTO
  • passare tutte le domeniche sere al Bla, il locale con la musica dal vivo più trendy di Grunerlokka – FATTO
  • ospitare cinque amiche nella mia stanza di 12mq e portarle in giro per Oslo sotto una pioggia incessante – FATTO
  • studiare in bikini in riva al fiume Aker Selva – FATTO
  • fare il bagno nei fiordi – MANCA
  • sopravvivere a due home-taken exam – FATTO
  • abbracciare il mio professore di norvegese prima dell’ultima lezione – MANCA
  • seguire un corso di afro-aerobics insegnato nella lingua locale (il norvegese ovviamente!) – FATTO
  • pagare una birra più di 8€ – FATTO
  • organizzare un barbeque sulla spiaggia usando le praticissime griglie usa e getta (engangsgrill) – FATTO
  • visitare il Parlamento, la Fortezza di Akershus e il museo Kon-Tiki – MANCA

Ecco, ora sono quasi pronta a lasciare questo posto. E’ difficile mettere un punto a capo e ho paura che sarà ancora più avvilente, una volta tornata a casa, rileggere tutti gli appunti norvegesi che hanno affollato il mio blog in questo semestre.

E se il trauma da rientro è davvero troppo duro, non mi resta che entrare in analisi e cercare conforto nel lettino da psicologo dell’Erasmus Social Club.

Ha det bra Oslo!!

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