A Sunday for Africa #1

Posted on luglio 5, 2009

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La Stampa dedica un numero speciale all’Africa e questo blog decide di seguire il buon esempio. Solo, lo farà ogni domenica, pubblicando un pezzo di diario e una foto del mio viaggio in Burkina Faso del gennaio-febbraio 2009.

9 gennaio 2009 – primo giorno

Arriviamo a Ouagadougou con un’ora di ritardo. All’aeroporto c’è Ibrahim, un signore che lavora per le Robe di Kappa e parla un italiano splendido. Ci accoglie e ci aiuta con le formalità: da buoni italiani saltiamo tutta la coda del controllo passaporti grazie alle nostre “conoscenze”. L’albergo dove ci porta Ibrahim è esageramente lussuoso, già mi pento di non aver abbandonato la comitiva che starà con me per 10 giorni per andare nel centro accoglienza consigliato dalle suorine. Poco male, sfrutto internet e faccio colazioni abbondanti di frutta prima di partire per il nord dove non troverò nulla di tutto questo.

In ogni caso, viaggiare con una compagnia di amministratori comunali in missione di monitoraggio mi dà certi vantaggi: incontro personalità incredibili già da questo primo giorno, come Maiga Aziz, un ricercatore del Centro Studi Tecnologici di Ouaga e M. Dicko,  un deputato del Congrès pour la Démocratie et le Progrès (CDP) – il partito del presidente Compaoré –  che durante la cena mi racconta così tanti aneddoti sul dialogo interreligioso da riempire quasi il primo capitolo della tesi! Per esempio? I cimiteri sono condivisi da musulmani e cristiani. Per distinguere le tombe bastano una croce oppure…una mezzaluna! I partiti non possono avere alcun legame con la religione e una legge sulla laicità dello stato protegge la sfera pubblica da ogni interferenza con i leader musulmani e cristiani (più avanti scoprirò che non è proprio così: il governo non oserebbe mai toccare la poligamia, “non prevista ma tollerata” dallo stato di famiglia burkinabé). Dicko mi spiega anche che secondo lui per sconfiggere la povertà bisogna insistere sull’educazione, perché «l’analfabetismo è peggiore dell’AIDS».  Infatti, come possono definirsi democratiche le elezioni nazionali quando l’80% della popolazione adulta non sa decifrare il nome del candidato? (cari g8, riflettete su queste parole!)

Andiamo a dormire stremati, incuranti delle zanzare che ci attaccano da ogni dove. Non prendo niente contro la malaria, le pasticche di malarone o lariam distruggerebbero la flora batterica di cui avrò tanto bisogno nel Sahel!

Dizionario moore-italiano #1:

LAFIBE’: come va?
LAFIBALA: bene!
BARCA: grazie!

La foto è qui.

(il mio diario del viaggio in Burkina Faso 2004, per gli amanti del genere e i curiosi, si trova ancora da queste parti)

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