I dreamed a dream

Posted on dicembre 12, 2009

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Continuo a svegliarmi dottoressa.  Sono già tre le notti in cui ho vissuto e festeggiato il giorno della mia laurea. Me li vedo passare davanti agli occhi, i miei minuti di futura gloria, quelli che metteranno fine alla mia carriera accademica e, soprattutto, alla mia carriera di fiera studentessa semi-secchiona, che per 19 anni ha riempito pagine di appunti con un impugnatura della penna stretta e contorta regalandomi un bel callo da scrittore sull’anulare della mano destra.

Anyway.

La prima notte che ho sognato la laurea ho consegnato la tesi scritta – male – su fogli protocollo stropicciati ma timbrati e autenticati dall’università di Torino. La prof. mi aveva avvertito molto tardi della mia discussione e io non avevo potuto battere su Word il prezioso manoscritto. Nessun professore della commissione ha potuto negarmi il 110 e lode.

Nel secondo sogno non avevo tempo di finire il quinto capitolo, ma il correlatore rimane così colpito dall’argomento scelto che anche questa volta mi becco un pleni voti senza nemmeno balbettare parole di scusa per aver lasciato nella penna i capitoli mancanti.

Nel terzo sogno non accade nulla di così nitido e dettagliato. Sono avvolta da un limbo di pensieri, ma so per certo che anche qui sono già laureata, sento di aver concluso qualcosa e sto per cominciare una fase della mia vita senza libri da prendere in prestito e statini da stampare di corsa prima degli esami.Non capisco se la sensazione mi piace oppure mi opprime e mi sveglio senza bene rendermi conto che tra pochi giorni succederà proprio questo e, aiuto, non sono pronta!

Sono sicura che l’unico modo liberarmi da questi sogni ricorrenti sia pensare subito al dopo-laurea.
Un aperitivo? Meglio. Una festa in maschera, per tornare ai tempi in cui non ci si preoccupava di professori esigenti e di capitoli mancanti.

Posted in: journal intime