Le ore*

Posted on dicembre 30, 2009

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E dunque è così che ci si sente. Persa e felice. L’agenda inutilmente vuota di appuntamenti e i pomeriggi che accumulano minuti da riempire con fette di pandoro e té alla cannella. Come durante le vacanze di Natale della scuola, quando hai tutte le scuse per alzarti due ore più tardi e guardare quattro serie televisive di filato – ché le concentrano tutte nel periodo migliore dell’anno.

Alle porte di questo vecchio e stanco 2009, laureata&disoccupata, vi auguro di iniziare un’eccezionale 2010, che si porti via tutto il non-fatto, non-detto e non-compiuto dell’anno passato, portandoci ore non *più cupe o difficili*, ma fresche di bucato, profumate di lavanda e luminose come il sole di mezzanotte.

Happy *brand* new year!

C’è solo questo come consolazione: un’ora qui o lì, quando le nostre vite sembrano, contro ogni probabilità e aspettativa, aprirsi completamente e darci tutto quello che abbiamo immaginato, anche se tutti, tranne i bambini (e forse anche loro), sanno che queste ore saranno inevitabilmente seguite da altre molto più cupe e difficili. E comunque amiamo la città, il mattino; più di ogni altra cosa speriamo di averne ancora. Solo il cielo sa perché lo amiamo tanto.

Michael Cunningham – Le Ore

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