Quel che resta dell’anno vecchio

Posted on gennaio 3, 2010

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Mi sbilancio in bilanci, ora che ho la mente fresca, sciaquata via tutta la stanchezza di un Capodanno pioggerelloso a Siena.

Il 2009 è iniziato a febbraio, tornata dal Burkina Faso. I primi due mesi dell’anno vecchio, così intensi e così indimenticabili, fanno ancora parte del 2008, in un post-erasmus imprevedibilmente ricco di altri viaggi e avventure. A marzo invece comincio a lavorare, prima senza contratto, ça va sans dire, e poi a “a progetto”, ma con ritmi serrati. Nei momenti liberi sono dentro il mio bunker di montagna a scrivere la tesi e anche in quelle ore sono nel 2008, mentre torno in Burkina con la mia ricerca alla scoperta della felicità in questo paese di deserto e volti sorridenti che hanno sempre accolto i miei occhi di straniera. Il 2008 è anche un po’ aprile, quando torna Véronique, ed è inizio maggio, quando parto a festeggiare i 25 anni a Parigi, nell’appartamento bohemienne della mia messicana preferita, la Stéphanie della stanza 409, Oslo, Norvegia.

E poi c’è il 2009, con quel lavoro che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca. Ma siccome sono un tipo che odia i rimpianti, lascio che le pagine dell’anno passato siano solo delle bozze su cui costruire questi nuovi mesi che mi si presentano.

Ho un comodino pieno di romanzi da cominciare. L’Iphone carico di musica alternative, *il pieno di benzina e gli occhiali da sole*.

E’ il 3 gennaio. Il 2010 comincia adesso.

*The Blues Brothers, cit.

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