Un pizzino di buoni propositi

Posted on dicembre 31, 2010

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Fuochi d'artificio

Alzarsi quando suona la sveglia. Comprare le cartucce per la penna stilografica e usarla per scrivere i biglietti di auguri. Telefonare più spesso invece di mandare messaggi su Facebook. Programmare gli appuntamento Skype con le amiche di altri continenti. Prestare più attenzione ai dettagli. Leggere di più. Andare al Teatro Regio almeno una volta nell’anno. Fare la pasta in casa, la domenica. Stampare le fotografie. Creare un orto da balcone. Avere sempre basilico fresco in casa. Non comprare più creme e prodotti di bellezza finché non ho finito quelli già aperti. Uscire da sola con la mia sorellina. Dedicare un quaderno alle poesie che leggo in giro. Vivere con sobrietà. Pubblicare l’e-book del mio erasmus in Norvegia. Trovare nuove collaborazioni lavorative. Inquinare di meno (meno rifiuti, meno auto, aggiustare gli oggetti invece di buttarli). Tenere in ordine i miei taccuini. Prendere alla lettera i consigli di Rob Brezsny.

Questi sono i miei buoni propositi per l’anno che verrà, dopo questo 2010 fresco, profumato  come un maglione di lana steso al sole. Ci sono stata bene. L’ho indossato con piacere, tutti i giorni, anche quelli mi hanno fatto tirare il fiato perché il mattino sarei ripartita di corsa, senza accorgermi di quello che stavo vivendo. Non importa, è fatta. E’ stato bello.

Il 2011 è là fuori, scalpita, e come il pittore di Carver io sono pronta a ricominciare, ma non so se una sola tela potrà bastare per contenere tutto quello che mi aspetta.

Proprio
quando era sul punto di disperare,
un pesce saltò fuori dall’acqua
scura sotto il pontile e ricadde in acqua
e poi venne su di nuovo come una saetta
per ergersi sulla coda e scrollarsi tutto!
Il pittore poteva a stento credere
ai suoi occhi, alle sue orecchie! Aveva appena
avuto un segno – anche se la fede non c’entrava
niente. La bocca gli si spalancò
di colpo. Quando raggiunse casa
aveva smesso di fumare e raccolse
Ii pennello. Era pronto a ricominciare,
ma non sapeva se una sola
tela sarebbe bastata per contenere tutto. Non
importa. Avrebbe continuato
su un’altra tela, se necessario.
O tutto o niente. Lampi, acqua,
pesce, sigarette, carte, macchinari,
il cuore umano, quel vecchio porto.
Anche le labbra della donna contro
il ricevitore, anche quelle.
Le sue labbra arricciate.
Posted in: journal intime